Il graphic design di Bob Noorda in una monografia

bob-noorda

La monografia definitiva di Bob Noorda è pubblicata da Moleskine nella sua versione inglese, da 24 Ore Cultura de Il Sole 24 Ore per l’italiano e con il sostegno della stessa famiglia Noorda. Si chiama semplicemente Bob Noorda Design, un titolo essenziale e didascalico che allo stesso Noorda sarebbe certamente piaciuto molto.

Il libro racconta per immagini la storia professionale, dagli anni cinquanta fino agli anni duemila, del designer olandese adottato dall’Italia. L’opera, già iniziata dallo stesso Noorda che non raggiunse la versione definitiva a causa della sua scomparsa, è ripresa da Mario Piazza che ha operato un lavoro di ampliamento e di aggiunta di varie informazioni, note critiche e di una ricca biografia.

Ogni progetto di Noorda riportato sul libro è introdotto da brevi testi che lo collocano lungo la linea temporale della storia del design e della stessa storia professionale del designer olandese, che viene anche presa come punto di riferimento per raccontare l’evoluzione di mezzo secolo di storia del graphic design, raccontando di fatto la nascita del concetto di immagine coordinata, e del valore che questo concetto ha avuto per le aziende di tutto il mondo dalla nascita ai giorni nostri.

 

Bob Noorda monografia libroBob Noorda monografia libroBob Noorda monografia libroBob Noorda monografia librobob-noorda-cover

Un graphic designer olandese in Italia

Bob Noorda nasce ad Amsterdam nel 1927, architetto di formazione funzionalista con solide radici piantate nel Bauhaus, trasportò nella grafica l’idea che nella progettazione di un edificio la funzione viene prima dell’estetica, qualsiasi progetto deve cioè prima adempiere perfettamente alla funzione per cui è stato progettato, solo dopo si può intervenire per renderlo esteticamente gradevole. Un concetto che sembra apparentemente scontato ma che non lo era in grafica negli anni cinquanta e che non lo è neanche oggi.

Nel 1954 Noorda si trasferisce a Milano dove grazie alle commissioni di Pirelli conosce i più noti designer del tempo, inizia qui una carriera che lo porterà a lavorare per grandi aziende quali La Rinascente e la Olivetti prima e successivamente (in società con Massimo Vignelli) per Knoll, IBM, America Airlines e altri.

Il progetto della metro di Milano

Nei primi anni sessanta a Milano l’architetto Franco Albini ebbe l’incarico di realizzare gli allestimenti della metropolitana di Milano, avendo intenzione di realizzare una segnaletica integrata nel progetto, chiama Noorda che coinvolge quindi fin dall’inizio. Dalla collaborazione dei due viene fuori un lavoro innovativo che sarà un punto di riferimento per il mondo del design del tempo: alcuni esempi su come venne concretizzato il nuovo concetto li troviamo nella ripetizione del nome della stazione ogni cinque metri, per fare in modo che tutti i passeggeri in qualsiasi parte del treno si trovassero potessero leggerla agevolmente; o ancora nell’altezza di due metri di gran parte dei segnali dal piano della banchina che ne facilitavano la lettura sia ai passeggeri in piedi che a quelli seduti; o ancora l’uso di due colori diversi per le diverse linee con una banda orizzontale che attraversa tutta la stazione.

metro-milano-bob-noorda

Erano soluzioni queste che oggi appaiono scontate ma che per il tempo erano fortemente innovative, anticipate dal lavoro del grafico inglese Colin Forbes che utilizzò gli stessi principi per la segnaletica dell’aeroporto di Londra Heathrow, di fatto questo modo di concepire la segnaletica e tutta l’immagine coordinata, veniva utilizzata nella metro di Milano per la prima volta nella storia, basti pensare che le metropolitane di Londra e Berlino nello stesso periodo, ad ogni stazione ponevano semplicemente un cartello e delle indicazioni con grafiche sempre diverse. Oggi tutte le metropolitane del mondo utilizzano il sistema sviluppato da Albini e Noorda.

Cultura ed identità visiva

Altra fondamentale innovazione apportata da Noorda ma in genere da molti designer suoi contemporanei è l’attenzione all’aspetto culturale della progettazione, attenzione ben sintetizzata nel progetto del marchio della Regione Lombardia progettato insieme a Bruno Munari, Roberto Sambonet e Pino Tovaglia dove viene razionalizzata la Rosa Camuna un’incisione rupestre rinvenuta in Val Canonica risalente all’età del ferro.

marchio-lombardia-noorda

Dal punto di vista progettuale e quindi anche culturale nell’identità visiva, il contributo di Noorda fu decisivo affinché le aziende raggiungessero la consapevolezza che il marchio che li rappresenta è solo una piccolissima parte della loro comunicazione visiva, che per essere davvero efficace deve coinvolgere ogni elemento che l’azienda utilizza per rapportarsi con l’esterno: dall’architettura degli interni al biglietto da visita dei dipendenti, dalla segnaletica agli imballaggi dei prodotti.